Morto Dj Fabo in Svizzera con il suicidio assistito

Marco Cappato, tesoriere dell’associazone Luca Coscioni, che lotta per la promozione della libertà di cura e di ricerca scientifica, ha annunciato oggi su Twitter: “Fabo è morto alle 11:40. Ha scelto di andarsene rispettando le regole di un Paese che non è il suo“.

Il politico italiano, leader dei Radicali, ha accompagnato Fabiano Antoniani (in arte dj Fabo) in Svizzera, in una clinica zurighese, per consentirgli di usufruire del suicidio assistito. L’ultimo messaggio del dj 39enne, rimasto cieco e tetraplegico dopo un grave incidente stradale, era partito poche ore prima dalla clinica dove era arrivato per ricevere l’assistenza medica alla morte volontaria.

Un viaggio dovuto all’impossibilità di fare questa scelta a casa sua, in Italia, dove la pratica è vietata.

“Sono finalmente arrivato in Svizzera – dice Fabo in un messaggio audio diffuso dall’associazione Coscioni e riportato su La Stampa – e ci sono arrivato, purtroppo, con le mie forze e non con l’aiuto del mio Stato. Volevo ringraziare una persona che ha potuto sollevarmi da questo inferno di dolore, di dolore, di dolore.

Questa persona si chiama Marco Cappato e lo ringrazierò fino alla morte. Grazie Marco. Grazie mille”.

Al di là del pensiero di ciascuno di noi, su di un tema così delicato, ciò che però emerge nel nostro Paese, e che l’Italia è sempre in ritardo anche sui temi etici (quando non interviene il Vaticano…). È assurdo che non ci sia ancora una legge che regola la fine della vita. È evidente, quindi, da parte di larghe fasce della politica nazionale, di volersi sottrarre dalla discussione su temi etici fondamentali che riguardano l’esistenza e la sofferenza di centinaia di migliaia di cittadini. Mentre quando si tratta di aumentarsi la busta paga o vitalizi vari i politici sono rapidissimi nel prendere decisioni: chissà come mai.

“Al mio rientro in Italia, domani, andrò ad autodenunciarmi, dando conto dei miei atti e assumendomene tutte le responsabilità”. Lo ha detto Marco Cappato, dell’associazione Luca Coscioni, che ha accompagnato Dj Fabo in Svizzera per il suicidio assistito. Il reato che si configurerebbe sarebbe quello di “aiuto al suicidio“. Cappato ha raccontato che per attivare l’immissione del farmaco letale Dj Fabo “ha morso un pulsante”.