Il filosofo, linguista e scrittore italiano Umberto Eco è morto alle 22:30 di venerdì 19 febbraio 2016, nella sua abitazione di Milano. Aveva 84 anni. Ha lasciato numerose riflessioni su linguaggio e semiotica. Ha anche lasciato opere come “Il nome della rosa” e “Il pendolo di Foucault“.

Tra gli altri romanzi famosi di Umberto Eco troviamo:

L’isola del giorno prima” Bompiani 1994 (ISBN 88-452-2318-3) che narra la storia di un nobile del XVII secolo naufragato sulla linea del cambiamento di data,

Baudolino” Bompiani 2000 (ISBN 88-452-4736-8) che narra la storia di un giovane contadino piemontese adottato dall’imperatore Federico I Barbarossa e delle sue incredibili avventure,

Il cimitero di Praga” Bompiani 2010 (ISBN 978-88-452-6622-5) che narra la storia di un viaggiatore e truffatore che ha contribuito alla creazione dei Protocolli dei savi di Sion,

Numero zero” Bompiani 2015 (ISBN 978-88-452-7851-8), romanzo ambientato a Milano nel 1992, con forti riferimenti alla storia politica, giornalistica, giudiziaria e complottistica italiana, da Tangentopoli a Gladio, passando per la P2 e il terrorismo rosso.

Di seguito 10 frasi celebri di Umberto Eco che vi proponiamo per iniziare una riflessione.

“Gli esseri umani sono animali molto rari, capaci di grande amore e cinismo spaventoso, altrettanto pronti a proteggere un pesce di colore e a bollire un astice vivo, schiacciare un millepiedi senza rimorsi e etichettare come barbaro chi uccide una farfalla.

Allo stesso modo, si applica una doppia morale quando ci troviamo di fronte due condanne a morte: ci scandalizziamo con una e facciamo l’occhiolino all’altra”.

“Non sono sicuro che il giornalismo con internet sia migliorato, perché è più facile trovare bugie su internet che in una agenzia di stampa come Reuters”.

“I libri si rispettano usandoli e non lasciandoli in pace”.

“Gli oggetti sono semanticamente consumati prima della loro materialità”.

“Oggi non andare in televisione è un segno di eleganza”.

“Amo i gatti. Sono tra le poche creature che si lasciano sfruttare dai loro proprietari”.

“I libri sono questa classe di strumenti che, una volta inventati, non potevano essere migliorati, semplicemente perché sono buoni. Come il martello, il coltello, il cucchiaio o le forbici”.

“Cos’é la filosofia? Mi dispiace per il mio conservatorismo banale, ma non riesco a trovare una risposta migliore alla definizione che Aristotele da alla metafisica: una risposta ad un atto di meraviglia”.

“Nulla è più dannoso per la creatività che la furia dell’ispirazione”.

“Il narratore non fornisce interpretazioni della sua opera, altrimenti perchpe avrebbe scritto un romanzo che è una macchina per generare interpretazioni?”.

"Non sono sicuro che il giornalismo con internet sia migliorato, perché è più facile trovare bugie su internet che in una agenzia di stampa come Reuters"

— Umberto Eco